Nel mondo della finanza internazionale ci sono istituzioni che lavorano lontano dai riflettori ma che spesso anticipano trasformazioni destinate a cambiare profondamente l’economia. Una di queste è la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), con sede a Basilea, spesso definita la “banca delle banche centrali”.
Nel Rapporto annuale 2025 della BRI compare un capitolo dal titolo molto significativo: “La prossima generazione del sistema monetario e finanziario”. Il documento, approvato verosimilmente dalla maggioranza delle circa 60 banche centrali che partecipano all’istituzione, propone un’idea destinata a far discutere: la tokenizzazione della moneta (ad es. l’euro), delle attività finanziarie (ad es. obbligazioni, azioni, ecc.) e delle attività reali (ad es. immobili, navi, aerei, ecc.).
Si tratta per ora soprattutto di progetti e sperimentazioni, ma alcuni test sono già stati realizzati in diversi Paesi e i risultati sembrano promettenti. Se queste idee dovessero diffondersi su larga scala, potrebbero trasformare il modo in cui usiamo il denaro, effettuiamo pagamenti e scambiamo titoli finanziari.
Che cosa significa “tokenizzare”?
Per capire il concetto di tokenizzazione occorre partire dalla parola token.
Un token è una rappresentazione digitale di un bene o di un diritto registrata su un sistema informatico sicuro. Il bene rappresentato può essere molto diverso: denaro, titoli di Stato, azioni, ma anche immobili o altre attività reali.
Tokenizzare significa quindi trasformare un’attività in un “gettone digitale” programmabile, che può essere trasferito e scambiato in modo rapido all’interno di una piattaforma digitale.
Per fare un esempio semplice:
- oggi un titolo di Stato esiste come registrazione contabile in un sistema finanziario;
- con la tokenizzazione, lo stesso titolo potrebbe esistere come token digitale trasferibile quasi istantaneamente tra gli operatori.
Secondo la BRI, in prospettiva quasi tutte le attività finanziarie e anche molte attività reali potrebbero essere tokenizzate.
La tokenizzazione della moneta
Uno degli aspetti più innovativi riguarda proprio la moneta.
La BRI immagina un sistema nel quale possano essere tokenizzati:
- la moneta della banca centrale
- i depositi bancari
- i titoli di Stato
In pratica, denaro e attività finanziarie potrebbero convivere nella stessa infrastruttura digitale, rendendo le transazioni molto più semplici e veloci.
Questo progetto si collega anche a un’altra grande innovazione in discussione in Europa: l’eventuale introduzione dell’Euro digitale da parte della Banca Centrale Europea.
L’euro digitale sarebbe una moneta emessa direttamente dalla banca centrale in forma elettronica, pensata soprattutto per i pagamenti dei cittadini.
La tokenizzazione, invece, ha un’ambizione più ampia: ridisegnare l’intera infrastruttura del sistema finanziario.
Che cos’è la blockchain (e cosa sono le DLT)
Nel descrivere questi nuovi sistemi, la BRI afferma che la tokenizzazione potrebbe utilizzare, ma non necessariamente, una tecnologia chiamata DLT (Distributed Ledger Technology).
Le DLT sono sistemi informatici nei quali un registro delle transazioni è condiviso tra molti partecipanti invece di essere custodito da un unico soggetto centrale.
La tecnologia più famosa di questo tipo è la Blockchain.
La blockchain è un registro digitale (si pensi ad es. ad un foglio Excel che però non può essere modificato) composto da blocchi di dati collegati tra loro in ordine cronologico. Ogni blocco contiene informazioni sulle transazioni effettuate e una volta registrato non può essere modificato senza alterare l’intera catena.
Le principali caratteristiche di questi sistemi sono:
- trasparenza, perché le operazioni sono registrate e verificabili;
- sicurezza, grazie alla crittografia;
- assenza di un unico gestore centrale.
Proprio per queste ragioni la blockchain è diventata famosa come tecnologia alla base delle criptovalute, come Bitcoin. Tuttavia, nel progetto della BRI l’obiettivo non è creare nuove criptovalute, ma rendere più efficiente il sistema finanziario esistente.
I vantaggi della tokenizzazione
Secondo la BRI, la tokenizzazione potrebbe portare diversi benefici.
- Pagamenti più rapidi
Oggi molte transazioni finanziarie richiedono tempi tecnici di regolamento, che possono arrivare anche a uno o due giorni. Con sistemi tokenizzati il trasferimento di denaro e di titoli potrebbe avvenire quasi istantaneamente.
- Riduzione dei costi
Un sistema digitale integrato potrebbe ridurre l’intermediazione e le procedure amministrative, con costi operativi più bassi.
- Maggiore sicurezza
La registrazione delle operazioni su registri digitali avanzati può ridurre il rischio di errori e frodi.
- Nuovi servizi finanziari
La tokenizzazione potrebbe favorire l’innovazione nel settore dei pagamenti e degli investimenti, consentendo la creazione di nuovi strumenti finanziari programmabili.
I possibili rischi e le criticità
Non mancano tuttavia anche alcuni aspetti critici.
- Complessità tecnologica
Realizzare una nuova infrastruttura finanziaria basata sulla tokenizzazione richiede tecnologie molto avanzate e investimenti rilevanti.
- Problemi di sicurezza informatica
Più il sistema diventa digitale, più diventa fondamentale la protezione da attacchi informatici.
- Impatto sulle banche
Se parte delle attività finanziarie si spostasse su nuove piattaforme digitali, potrebbe cambiare anche il ruolo delle banche tradizionali.
- Questioni di privacy
Un sistema di pagamenti completamente digitale solleva interrogativi sulla tutela dei dati personali e delle informazioni finanziarie.
- Elevato consumo energetico
Ultimo ma non ultimo è il difetto che la blockchain provoca un elevato consumo energetico a causa della necessità di validare le transazioni attraverso complessi calcoli computazionali. Questo processo, noto come “mining”, richiede un’enorme potenza di calcolo che comporta un alto consumo di elettricità. In un mondo che si professa green ed in cui l’AI già consuma grandi masse di energia, questo ulteriore consumo energetico potrebbe creare seri problemi di sostenibilità.
Una rivoluzione ancora all’inizio
Le idee presentate nel Rapporto della BRI non rappresentano ancora una trasformazione immediata del sistema monetario. Molti progetti sono in fase di sperimentazione e la loro eventuale applicazione su larga scala richiederà anni.
Tuttavia il fatto che queste proposte provengano dalla BRI – l’istituzione che coordina la cooperazione tra le banche centrali del mondo – dimostra che il dibattito sul futuro della moneta è ormai entrato in una fase molto concreta.
Se la tokenizzazione dovesse davvero affermarsi, potremmo assistere nei prossimi decenni alla nascita di un sistema finanziario radicalmente diverso da quello che conosciamo oggi.


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