In questo periodo tutti (media, NATO e paesi europei in primis) si sono eretti ad estremi difensori della Groenlandia, che è stata prepotentemente presa di mira da Trump.
Ma qualcuno si è chiesto se gli abitanti delle Groenlandia, cioè i diretti interessati, vogliono questo salvataggio europeo?
Oppure se, tutto sommato, l’interesse degli USA non dispiace affatto al popolo della Groenlandia?
Diciamo subito che la Groenlandia è una nazione costitutiva, cioè un Paese che aspira ardentemente ad essere indipendente, ma che non avendo mezzi, persone e competenze per dedicarsi ad alcune funzioni tipiche di uno Stato sovrano (ad es. politica estera e difesa), è stata costretta ad accettare, per queste sole funzioni, il supporto politico del Regno di Danimarca.
Per il resto la Groenlandia è pienamente indipendente e la sua ambizione storica è quella di diventare uno Stato sovrano a tutti gli effetti.
Ciò premesso, la domanda se la Groenlandia vuole l’aiuto europeo oppure preferisce cambiare il paese di riferimento, passando dalla Danimarca agli USA, trova risposta nella seguente semplice osservazione.
La Groenlandia non può essere uno Stato sovrano, perché, come detto, i suoi pochi e mal distribuiti abitanti non ne hanno la possibilità. Allora, dovendo necessariamente dipendere da uno Stato madre, chi è preferibile?
La Danimarca che non ha mai manifestato interesse verso il popolo della Groenlandia o gli USA che, almeno a parole, vorrebbero investire nel territorio e quindi migliorare il tenore di vita della popolazione?
Non sarebbe da meravigliarsi se la Groenlandia, alla fine, scegliesse di allinearsi agli USA, facendosi annettere e diventando magari la loro 51esima stella: i suoi abitanti avrebbero tutto da guadagnare da tale scelta.
Questa considerazione, molto prosaica ma realistica, dovrebbe essere tenuta in considerazioni da tutti coloro (media, Stati e NATO) che si ostinano a difendere la Groenlandia e proclamano a gran voce sui media la libertà del Paese.
La Groenlandia forse, sotto sotto, non vuole questa difesa a oltranza.
In ogni caso, appaiono comunque premature le dichiarazioni di tanti politici che invocano la libertà dell’isola dagli USA.
Spetta infatti solo agli interessati decidere. Questo criterio si chiama principio di autodeterminazione dei popoli.
È quel principio, sancito dal diritto internazionale e dall’ONU, per il quale un territorio (soprattutto se non compreso nei confini fisici dello Stato di appartenenza e soprattutto se abitato da un’etnia diversa da quella dello stato madre) ha diritto a decidere il suo destino, cioè a rivendicare l’indipendenza e diventare autonomo.
Tutti gli altri non hanno diritto di parlare, neanche se lo fanno per difendere questo territorio.
Concludiamo con un’ultima precisazione riguardante i motivi per cui gli USA vorrebbero annettere la Groenlandia.
È stato infatti scritto da tutti che gli USA vogliono l’isola atlantica per le terre rare e gli altri importanti minerali presenti nel suo sottosuolo. Niente di più errato: le terre rare sono di difficile e spesso antieconomica estrazione quando si trovano sotto territori “normali” (non coperti dai ghiacci), lo sono ancora di più se, per la loro estrazione, è necessario perforare anche la banchina artica, che, come sappiamo, ricopre interamente la Groenlandia.
Pertanto, il vero motivo per cui gli USA vogliono annettere la Groenlandia (v. il nostro articolo dedicato) è la collocazione geopolitica che caratterizza la Groenlandia. Essa è infatti a ridosso del famoso passaggio a Nord-Ovest, il quale è ormai diventato strategico per le superpotenze, a causa dello scioglimento dei ghiacci (per il grave problema del cambiamento climatico) che ne rende possibile la quasi completa navigazione per gran parte dell’anno.


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