Proviamo a ragionare insieme su quale possa essere l’impatto di dazi al 15% sui prodotti italiani esportati verso gli Stati Uniti.
Andiamo per step e, senza nessuna pretesa di verità o precisione assoluta, proviamo a fare qualche calcolo.
Partiamo dalle informazioni che possediamo.
Dati export Italia-USA
Nel 2024, il commercio bilaterale Italia–USA ha superato 108 miliardi di dollari in esportazioni complessive, con un avanzo commerciale di circa 44 miliardi.
La crescita delle esportazioni italiane verso gli USA è stata del +17,9% nel 2024 rispetto all’anno precedente e, per il primo trimestre del 2025, le esportazioni italiane verso paesi extra‑UE (tra cui USA) sono aumentate dell’11,8% su base annua, con un contributo significativo da beni intermedi e beni di consumo non durevoli.
I principali settori merceologici esportati nel 2024 sono stati (fonte Agenzia ICE USA) i seguenti:
- Macchinari/meccanica per circa 18 mld $ (+6% ca.), di cui Macchinari ed equipaggiamenti (ca. 11,4 mld €), Veicoli e parti (ca. 4,6 mld €) e Macchinari elettrici/elettronici (ca. 2,7 mld €);
- Chimica e farmaceutica per ca. 13 mld $ (+31,4%);
- Moda e accessori per ca. 11 mld $ (leggera flessione dell’8%);
- Agroalimentare e bevande per oltre 8 mld $ (+17,1%), di cui vino (2,1 mld $), olio d’oliva, (706 mln $), salse (633 mln $), pasta (597 mln $), formaggio (468 mln $);
- Mezzi di trasporto, circa 7 mld $ (–14%).
In particolare, per quanto riguarda il settore agroalimentare e vino, gli USA sono il terzo importatore mondiale di prodotti italiani agroalimentari e bevande, con le esportazioni di vino e bevande italiane verso gli USA che hanno raggiunto nel 2024 2 mld €, rappresentando il 25 % del totale globale del settore.
Inoltre, possiamo rilevare come i settori manifatturieri avanzati (macchinari, automazione, veicoli, elettronica) stiano emergendo come motore principale della crescita export verso gli USA, allargando quindi l’immagine del Made in Italy oltre il tradizionale settore del lusso (moda e prodotti tessili) e food (pasta e vino).
Volendo riepilogare quanto detto, sempre con riferimento ai dati del 2024:
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Settore |
Valore stimato (mld $) |
Tendenza |
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Meccanica/Macchinari |
~18 mld $ |
crescita significativa |
|
Chimico-farmaceutico |
~13 mld $ |
forte espansione (+31%) |
|
Moda e accessori |
~11 mld $ |
lieve calo nel 2024 |
|
Agroalimentare e bevande |
>8 mld $ |
crescita del 17% |
|
Mezzi di trasporto (veicoli e parti) |
~7 mld $ |
in flessione rispetto al 2023 |
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Settore |
Composizione (%) |
Commento |
|
Farmaci/prodotti medicali (SITC) |
22,5% delle esportazioni totali |
settore più rilevante secondo la classificazione SITC |
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Veicoli |
9,6% |
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Macchinari generali |
6,4% |
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|
Elettronica/macchine elettriche |
6% |
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|
Macchinari speciali |
5% |
Pertanto, le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti nel 2024 e inizio 2025 mostrano una forte crescita generale, con un pacchetto export che supera i 70 mld $ (60,7 mld €). Il settore manifatturiero avanzato è oggi il pilastro principale, mentre i beni di lusso e agroalimentari restano rilevanti e forse più esposti a rischi tariffari.
Alla luce dei dazi e prima dei nostri calcoli (v. sotto), si può affermare che nel futuro saranno opportune la diversificazione dei mercati, una coraggiosa resilienza ai dazi e la ricerca di una continua innovazione (per mantenere la competitività) nella meccanica e nel settore pharma.
Parametri necessari per calcolare l’effetto dei dazi
A nostro avviso per calcolare l’effetto dei dazi occorre preliminarmente quantificare 2 parametri essenziali:
- l’Elasticità della domanda all’aumento di prezzo, ovvero di quanto diminuirà la domanda USA di beni italiani per effetto dell’aumento dei prezzi in seguito all’applicazione dei dazi;
- il Tasso di trasferimento del dazio (pass-through), ovvero quanta parte del dazio si trasferisce sul prezzo finale pagato dai consumatori americani.
Una stima settore per settore di questi parametri (basata su dati economici, modelli OCSE/WTO, studi accademici e report di commercio internazionale) per dazi USA al 15%, come quelli concordati fra USA e UE, può essere quella rappresentata nella seguente tabella (in cui l’effetto complessivo sul settore – calo stimato export – è dato dal prodotto tra i 2 parametri indicati ed il 15% di dazio, con una valutazione di maggior prudenza in base agli elementi indicati nell’ultima colonna):
|
Settore |
Elasticità (stima) |
Pass-through (stima %) |
Calo stimato export (con dazio 15%) |
Elementi di valutazione |
|
Meccanica/Macchinari |
–0,3 ÷ –0,5 |
50–70% |
–5% ÷ –7% |
Si valuta una maggiore sensibilità per prodotti con sostituti globali o meno specializzati. |
|
Farmaceutica |
–0,1 ÷ –0,3 |
20–30% |
–1% ÷ –3% |
C’è un margine per tenere conto della concorrenza interna e di possibili sostituzioni di brand europei con prodotti USA. |
|
Moda e accessori |
–1,5 ÷ –2,0 |
80–100% |
–20% ÷ –25% |
Alcuni esportatori potrebbero assorbire parte del dazio o attuare sconti/promozioni. |
|
Agroalimentare (vino, formaggi) |
–1,2 ÷ –1,8 |
90–100% |
–15% ÷ –20% |
Potrebbero agire fattori di compensazione (ad es. l’alto valore percepito dei prodotti DOP/IGP). |
|
Agroalimentare (pasta, olio) |
–0,8 ÷ –1,1 |
70–90% |
–10% ÷ –12% |
Potrebbero agire fattori di compensazione (ad es. l’alto valore percepito dei prodotti DOP/IGP). |
|
Veicoli/Componenti |
–0,5 ÷ –1,0 |
60–80% |
–8% ÷ –12% |
Si valuta una maggiore sensibilità per prodotti con sostituti globali o meno specializzati. |
|
Elettronica/macchine elettr. |
–0,6 ÷ –0,9 |
60–75% |
–6% ÷ –10% |
Si valuta una maggiore sensibilità per prodotti con sostituti globali o meno specializzati. |
In considerazione di quanto sopra, i settori più colpiti dal 15% dei dazi di Trump appaiono essere quelli ad alta elasticità della domanda e con poco potere di marca, come la moda non-lusso e l’agroalimentare di largo consumo.
Invece, i settori della farmaceutica, meccanica e gli altri di alta gamma tendono a resistere meglio, grazie alla loro bassa elasticità ed a margini più alti, con i quali riescono ad assorbire parte del dazio.
In genere, il tasso di trasferimento (Pass-through) è più alto per prodotti di largo consumo e più basso per beni strategici o regolati.
Effetto complessivo dei dazi settore per settore
Alla luce dei calcoli sopra esposti, possiamo ipotizzare che gli impatti dei dazi concordati fra Trump e la von der Leyen in data 27 luglio 2025, espressivi della caduta, settore per settore, del valore delle esportazioni italiane verso gli USA, siano quelli indicati nella seguente tabella:
|
Settore merceologico |
Export annuo stimato* |
Calo stimato export (%) |
Caduta export stimata |
|
Macchinari/Meccanica |
18 mld $ |
–5 ÷ 7 % |
–0,9 ÷ –1,3 mld $ |
|
Farmaceutica/Prodotti medicali |
13 mld $ |
–1 ÷ 3 % |
–0,13 ÷ –0,39 mld $ |
|
Moda e accessori |
11 mld $ |
–20 ÷ 25 % |
–2,2 ÷ –2,75 mld $ |
|
Agroalimentare e bevande (vino/formaggi) |
8 mld $ |
–15 ÷ 20 % |
–1,2 ÷ –1,6 mld $ |
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di cui: Agroalimentare (pasta, olio, conserve)** |
incluso sopra |
–10 ÷ 12 % |
–0,8 ÷ –0,96 mld $ |
|
Mezzi di trasporto / Veicoli e componentistica |
7 mld $ |
–8 ÷ 12 % |
–0,56 ÷ –0,84 mld $ |
|
Elettronica/Macchine elettriche industriali |
~4,5 mld $* |
–6 ÷ 10 % |
–0,27 ÷ –0,45 mld $ |
* Export stimati in miliardi di dollari / euro, coerenti con le cifre precedenti.
** Segmento incluso nel totale agroalimentare (8 mld $), ma per il quale è fornita una stima specifica.
Conclusioni
Dalle elaborazioni sopra esposte si possono trarre le seguenti conclusioni:
- l’impatto complessivo di dazi al 15% sull’export italiano verso gli USA, esclusivamente sui settori della nostra analisi, si dovrebbe aggirare tra i 6,1 mld $ e 8,3 mld $, cioè fra 5,3 mld di euro (€) e 7,2 mld €;
- i settori moda e accessori risultano i più vulnerabili, con un potenziale calo fino al 25%, pari a circa 2–2,8 mld $;
- Gli agroalimentari come vino e formaggi mostrano un potenziale calo intorno al 15–20% (~1,2–1,6 mld $);
- i settori meccanici e farmaceutici, con elasticità bassa, subirebbero riduzioni molto più contenute (<3%).
In termini assoluti ed a parità del potere d’acquisto dollaro/euro ai livelli di luglio 2025, su 60,8 mld € (70,0 mld $) sopra indicati come export complessivo del 2024 dell’Italia verso gli USA, la caduta export stimata generale (comprensiva anche degli altri settori merceologici) si potrebbe aggirare intorno ad una stima media molto prudenziale di 6,2 mld € (7,2 mld $).
Una caduta del valore dell’export Italia-USA comunque estremamente più contenuta di quella quantificata da altri enti e diffusa in modo spesso eclatante dai media nazionali.


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