Quota 100

Forse con quota 100 si potrà andare in pensione prima della morte

Si parla molto di quota 100 per andare in pensione.

E’ naturale che sia così: milioni di italiani dipendono da questo calcolo. E non parlo di chi ora è a ridosso dell’età pensionabile, il quale ha solo il dilemma di sapere se deve aspettare 2 o 3 anni in più per raggiungere l’agognata e tanto sospirata pensione.

Parlo dei moltissimi giovani, che hanno iniziato a lavorare tardi, magari perché hanno voluto giustamente investire nella loro formazione universitaria. A questi ragazzi la Fornero ha tolto un sogno, quello di passare con serenità la vecchiaia in famiglia, senza preoccupazioni. Attualmente infatti, con le regole di pensionamento in vigore e calcoli alla mano, i giovani dovrebbero andare in pensione mediamente a circa 70 anni (considerando la crescita dell’odiosa speranza di vita), cioè quando la salute – per chi ci arriva – non consentirà, realisticamente, quella tranquillità cui si ha diritto dopo una vita lavorativa e di sacrifici.

La quota 100 dà speranza, almeno questo.

Tuttavia non si riesce, al momento, a capire come funzionerà la tanto discussa quota 100.

Inizialmente avrebbe dovuto essere solo quota 100, ovvero si sarebbe potuto andare in pensione quando la somma di età e anni contributivi arrivava a 100 (ad es. 60 anni + 40 di contribuzione = 100).

Poi al Governo hanno capito che, messa così, la riforma Fornero sarebbe costata troppo ed hanno dovuto mettere qualche paletto. Così si è detto che bisognava avere almeno un minimo di età, pari in un primo momento a 64 anni (ma allora che quota 100 è?), ad es. 65 anni di età + 35 di contribuzione = 100.

Poi hanno ridotto il minimo di età a 62 anni, ad es. 63 anni + 37 di contributi = 100.

Poi ancora hanno ventilato un minimo di contributi, pari a 38 anni (ad es. 62 anni + 38 di contributi = 100).

Addirittura ora si parla di 2 limiti minimi contemporanei: età ed anni contributivi.

 

Non sappiamo al momento come verrà dipinta questa quota 100, ma siamo tutti in trepida attesa.

Per ingannare tale attesa forniamo i seguenti grafici, in cui ciascuno potrà cercare la propria casella personale, cioè il minimo di età e di contribuzione per il pensionamento. E’ sufficiente incrociare la propria situazione di età (sulla colonna a sinistra) e di anni di contributi (sulla prima riga). In rosso ci sono le celle che indicano il mancato raggiungimento dei requisiti ed in verde quelle che invece permettono il pensionamento.

La prima tabella prevede un minimo di contributi: 38 anni.

La seconda tabella è costruita su un minimo di età: 62 anni.

 

Requisiti di pensionamento con contribuzione minima di 38 anni

Anni di contributi

37

38

39

40

41

42

43

Età

56

93

94

95

96

97

98

99

57

94

95

96

97

98

99

100

58

95

96

97

98

99

100

101

59

96

97

98

99

100

101

102

60

97

98

99

100

101

102

103

61

98

99

100

101

102

103

104

62

99

100

101

102

103

104

105

63

100

101

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103

104

105

106

64

101

102

103

104

105

106

107

65

102

103

104

105

106

107

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66

103

104

105

106

107

108

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67

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106

107

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110

68

105

106

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108

109

110

111

69

106

107

108

109

110

111

112

70

107

108

109

110

111

112

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Requisiti di pensionamento con età minima di 62 anni

Anni di contributi

30

31

32

33

34

35

36

37

38

39

40

41

42

43

Età

61

91

92

93

94

95

96

97

98

99

100

101

102

103

104

62

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95

96

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105

63

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101

102

103

104

105

106

64

94

95

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100

101

102

103

104

105

106

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65

95

96

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98

99

100

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66

96

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100

101

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110

68

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69

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100

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111

112

70

100

101

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Autore: Steve Round

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