Rapporto Italia 2026, cosa dice l’Eurispes sul nostro Paese
La fotografia di un Paese che cambia velocemente, non sempre in meglio

da | 8 Ago 2026 | Società | 0 commenti

Il 28 maggio 2026 l’Eurispes ha presentato la 38ª edizione del Rapporto Italia, uno degli osservatori più longevi e citati sulla società italiana.

Sessanta schede tematiche, un’indagine campionaria su un ampio panel di cittadini e sei “dicotomie” scelte come chiavi di lettura dell’anno:

  • Opes/Inopiae (ricchezza/povertà),
  • Democrazia/Autoritarismo,
  • Pace/Guerra,
  • Omologazione/Identità,
  • Distopia/Utopia,
  • Presente/Futuro.

Il titolo scelto dal presidente dell’Istituto, Gian Maria Fara, riassume già la diagnosi: “Un Paese dimezzato”, spaccato in due come il Visconte Dimezzato di Calvino, con le due metà che tirano in direzioni opposte senza trovare una sintesi.

Vediamo, tema per tema, cosa racconta davvero questo “Paese diviso a metà”.

Come stanno gli italiani dal punto di vista economico

Il quadro economico che emerge dal Rapporto è quello di una stabilità apparente che nasconde fragilità diffuse.

Il 57,3% degli italiani giudica peggiorata l’economia nazionale nell’ultimo anno, un dato sostanzialmente stabile rispetto al 2025, mentre le aspettative sul futuro peggiorano più nettamente, complice il contesto internazionale segnato da conflitti e crisi energetica.

Sul piano personale la situazione appare invece più ferma: il 42,1% dichiara invariata la propria condizione economica, ma più di sei cittadini su dieci arrivano a fine mese con difficoltà e circa un terzo (33,1%) è costretto a intaccare i propri risparmi per farlo.

A livello territoriale, Sud e Isole restano le aree più colpite, mentre il Nord-Est mostra la percezione meno negativa.

Sullo sfondo, un dato strutturale che il Rapporto sottolinea: la ricchezza netta delle famiglie italiane è calata del 5,5% nell’ultimo decennio ed il 34,6% degli italiani dichiara di aver rinunciato a controlli medici periodici per ragioni economiche, un segnale su cui vale la pena tornare, perché tocca direttamente il tema dell’equità nell’accesso alla sanità.

La fiducia nelle istituzioni mostra che il Quirinale tiene, il resto arretra

Uno dei capitoli più seguiti del Rapporto ogni anno è quello sulla fiducia degli italiani nelle istituzioni ed anche nel 2026 il quadro è polarizzato.

Il Presidente della Repubblica resta la figura più accreditata, con il 61,8% di fiducia, seguito dalle Forze dell’ordine. Il Governo si ferma al 32,1%, mentre Parlamento e partiti politici toccano minimi storici, ovvero rispettivamente 26,1% e 25,7% (quest’ultimo comunque in lieve risalita rispetto al 21,1% dell’anno precedente).

È il segno di una crisi della rappresentanza che l’Eurispes descrive come una delle fratture di lungo periodo del Paese, insieme all’erosione della partecipazione democratica e al progressivo ritiro dei cittadini dalla sfera pubblica.

Si usa l’Intelligenza artificiale, ma non ci si fida fino in fondo

Il rapporto degli italiani con l’intelligenza artificiale, tema-chiave dell’edizione 2026, racconta una diffusione ormai ampia ma un’adozione tutt’altro che matura.

Il 51,8% degli italiani dichiara di utilizzare l’IA, ma solo il 14,4% lo fa in modo abituale, mentre il 48,3% non l’ha mai utilizzata.

Tra i giovani l’adozione è molto più alta (81% tra chi è ancora nei percorsi scolastici), a conferma di un divario generazionale netto.

Il 62,7% degli italiani ne riconosce comunque l’utilità pratica.

Accanto all’entusiasmo, il Rapporto segnala due rischi su cui l’Eurispes richiama l’attenzione. Innanzitutto la cosiddetta “Ignoranza Artificiale”, cioè l’impoverimento del pensiero critico legato alla delega di funzioni cognitive alle macchine e poi l’algocrazia, lo spostamento progressivo del potere decisionale verso piattaforme il cui funzionamento resta opaco ai cittadini.

Un Paese che invecchia e si svuota

Sul fronte demografico i numeri restano tra i più allarmanti del Rapporto.

Nel 2025 le nascite in Italia hanno toccato il minimo storico di 355.000 nati vivi. Il Paese è ormai il secondo più vecchio al mondo dopo il Giappone, con il 24,7% della popolazione italiana che ha più di 65 anni.

Inoltre, per la prima volta, gli ultraottantenni superano numericamente i bambini sotto i dieci anni. La solitudine abitativa riguarda 2,7 milioni di ultrasettantacinquenni.

A bilanciare in parte il quadro, l’Eurispes ricorda che l’immigrazione regolare contribuisce per circa il 9% al Pil e sostiene oltre 600.000 pensioni nel sistema previdenziale italiano.

A questo quadro si affianca un altro dato su cui il Rapporto insiste: l’Italia perde ogni anno almeno 34.700 giovani che emigrano all’estero, un fenomeno di entità unica in Europa, che l’Eurispes lega alla mancanza di prospettive percepite nel Paese.

Il divario Nord-Sud, 165 anni dopo l’Unità

Non manca, come da tradizione del Rapporto, un capitolo dedicato alla questione meridionale, che nel 2026 “compie” 165 anni dall’Unità d’Italia.

Secondo l’Eurispes il divario tra Nord e Sud non si è ridotto nel tempo, anzi, su alcuni indicatori chiave come reddito pro capite, occupazione femminile, qualità dei servizi pubblici, infrastrutture e digitalizzazione, la distanza si sarebbe addirittura ampliata.

Pace, guerra e spese per la difesa

Coerentemente con la dicotomia “Pace/Guerra” scelta per l’edizione 2026, il Rapporto dedica ampio spazio agli scenari internazionali, partendo dalla circostanza negativa che nel 2024 sono stati registrati 61 conflitti attivi nel mondo, il valore più alto dal 1946.

Sul piano interno, l’opinione pubblica italiana resta scettica sull’aumento della spesa militare, perché il 44,2% degli italiani considera le spese per la Difesa un costo, non un investimento.

Questo è un dato che aiuta a capire perché il tema della clausola di salvaguardia nazionale e dell’aumento degli stanziamenti militari resti così divisivo nel dibattito pubblico.

I temi etici dell’eutanasia e dei diritti civili

Sul fronte dei temi etici, il Rapporto registra un progressivo allargamento del consenso verso posizioni più liberali.

Il 70,2% degli italiani si dichiara favorevole all’eutanasia (era il 66,7% nel 2024), mentre il testamento biologico raccoglie il consenso di 8 cittadini su 10.

Il suicidio assistito arriva al 54,3% di consensi, in forte crescita rispetto al 39,4% del 2019.

Ampio anche il consenso verso la tutela giuridica delle coppie di fatto (69,6%) e verso il matrimonio tra persone dello stesso sesso (66%, stabile rispetto al 2025).

Il Rapporto Italia Eurispes è fondamentale

Al di là dei singoli dati, il valore del Rapporto Italia sta nella capacità di mettere insieme, ogni anno, tasselli che raramente vengono letti in relazione tra loro.

Ad es. la sfiducia verso la politica non è scollegata dalla fragilità economica delle famiglie, così come l’entusiasmo cauto per l’intelligenza artificiale convive con un Paese che invecchia e perde i suoi giovani migliori.

È proprio questa fotografia d’insieme, più dei singoli numeri, a rendere il Rapporto Eurispes un punto di riferimento fondamentale e ricorrente per capire, al di là delle cronache quotidiane, in che direzione si sta muovendo davvero l’Italia.

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