Introduzione
Indice
Quando si parla di bilancio d’impresa, l’attenzione va quasi sempre a due documenti: lo stato patrimoniale, che fotografa cosa l’azienda possiede e cosa deve, e il conto economico, che racconta se l’esercizio si è chiuso in utile o in perdita.
C’è però un terzo documento, meno noto al grande pubblico ma fondamentale per chi deve valutare la salute finanziaria di un’impresa: il Rendiconto finanziario.
Perché utile e liquidità non sono la stessa cosa
Un’azienda può chiudere l’esercizio in utile e, allo stesso tempo, trovarsi in seria difficoltà di cassa.
Può succedere, ad esempio, se i clienti pagano con grande ritardo, se il magazzino si è gonfiato, o se sono stati fatti importanti investimenti finanziati con mezzi propri. Il conto economico, basato sul principio di competenza, non cattura questi fenomeni: registra i ricavi quando maturano, non quando vengono effettivamente incassati.
Il Rendiconto finanziario colma questa lacuna. Mostra da dove è arrivata la liquidità nel corso dell’esercizio e dove è stata impiegata, spiegando perché le disponibilità liquide in cassa e in banca sono aumentate o diminuite rispetto all’anno precedente. In Italia la sua redazione è obbligatoria per le imprese che redigono il bilancio in forma ordinaria, secondo il principio contabile OIC 10.
Le tre aree del Rendiconto
Esistono 2 modi per calcolare il Rendiconto finanziario: il metodo diretto e quello indiretto.
Però, qualunque sia il metodo di calcolo scelto, il Rendiconto finanziario è sempre organizzato in tre sezioni:
- Attività operativa (A): i flussi di cassa generati (o assorbiti) dalla gestione caratteristica dell’azienda — incassi dai clienti, pagamenti a fornitori e dipendenti, imposte.
- Attività di investimento (B): gli acquisti e le vendite di immobilizzazioni — macchinari, immobili, partecipazioni.
- Attività di finanziamento (C): i rapporti con banche e soci — nuovi finanziamenti, rimborsi di mutui, aumenti di capitale, dividendi distribuiti.
La somma algebrica dei tre flussi (A+B+C) spiega, euro per euro, la variazione delle disponibilità liquide tra inizio e fine esercizio: un dato che deve sempre coincidere con quello risultante dallo stato patrimoniale, ed è proprio questa coincidenza a garantire che il Rendiconto sia stato calcolato correttamente.
Dove i due metodi differiscono è solo nella prima area, quella dell’attività operativa: il modo di arrivare al medesimo risultato cambia, ma il risultato finale — se i calcoli sono corretti — è identico.

0 commenti