Assistenza infermieristica e carcinoma tiroideo differenziato

Introduzione all’assistenza infermieristica ed al carcinoma tiroideo differenziato

Assistenza infermierisitca intervento alla tiroide

Una buona assistenza infermieristica deve innanzitutto tener conto delle condizioni psichiche e fisiologiche che caratterizzano questa tipologia di paziente.

Un primo compito dell’infermiere è comprendere le necessità che tale stato di malattia impone, trattandosi di malattia oncologica: creare un rapporto di fiducia e di empatia con il paziente è indispensabile per gestire e attuare un’ottima assistenza. 30

Parlare al paziente con onestà e franchezza, ma in tono ottimistico, delle prospettive di vita o di recupero post-operatorio lo aiuterà ad accettarne meglio il disagio, riducendo cosi stress e depressione, che influenzerebbero negativamente l’intero processo di cura.

Il ruolo infermieristico inizia sin dal ricovero: è, infatti, l’infermiere professionale ad accogliere il paziente, a compilare la cartella clinica e infermieristica, avendo cura di domandare al soggetto le eventuali allergie a farmaci e la presenza di altre patologie oltre a quella per la quale è ricoverato (per esempio se soffre o ha sofferto d’ipertensione, diabete, regressi infarti, problemi cardiaci o respiratori).

 

Eseguite le prime fasi di accoglienza del paziente e una volta rassicuratolo con tutte le dovute spiegazioni e informazioni sugli esami diagnostici-strumentali che dovrà eseguire, l’infermiere inizia a programmare date ed esami necessari all’intervento:

  • Rx tradizionale
  • ECG
  • Ecografia tiroidea
  • Ago aspirato
  • Laringoscopia
  • Visita anestesiologica
  • TAC/RMN

In genere per portare a termine questi esami ci vogliono 2 o 3 giorni, dopodiché spetta ai chirurghi programmare l’intervento stesso. 31

Ruolo infermieristico nella valutazione pre-operatoria

L’assistenza infermieristica pre-operatoria ha inizio dal momento in cui il paziente viene affidato al personale del blocco operatorio e termina con l’inizio dell’intervento chirurgico.

Il paziente viene condotto all’interno del Blocco operatorio chirurgico per essere sottoposto all’intervento: l’infermiere provvederà alla sua accoglienza considerando le condizioni di salute e prendendo in consegna la cartella clinica.

La valutazione pre-operatoria è funzionale a ottenere informazioni diagnostiche e prognostiche supplementari alla storia clinica con l’obiettivo di:

  1. Fornire informazioni che possono confermare o mettere in dubbio l’iter diagnostico-terapeutico previsto; identificare condizioni non manifeste che posso richiedere trattamenti prima dell’intervento chirurgico o modificare la scelta della tecnica chirurgica o anestesiologica;
  2. Ridurre il danno o aumentare il beneficio modificando, se necessario, il percorso clinico;
  3. Aiutare a valutare il potenziale rischio (prevedere la possibilità di informare il paziente di un potenziale aumento del rischio);
  4. Prevedere le possibili complicanze post-operatorie. 32

Di seguito verranno riportate le procedure da compiere per la preparazione di un intervento di Tiroidectomia:

A.1. Informazione pre-operatoria:

Una buona informazione preoperatoria ha dimostrato svariati esiti positivi per il paziente quali riduzione dei tempi di degenza post-operatoria, della paura, dell’ansia, dello stress psicologico e del dolore, aumento della collaborazione allo svolgimento delle attività prescritte, soddisfazione, abilità nell’assunzione di farmaci, uso di analgesici, recupero fisico, autonomia di movimento e grado di preparazione per la dimissione.

Spetterà tanto al medico quanto all’infermiere professionale l’attuazione di suddetta fase educativa /informativa.

A.2. Tricotomia pre-operatoria nella regione dell’intervento:

La tricotomia è eseguita per di più esclusivamente negli uomini nella zona sottostante il collo allo scopo di creare il campo sterile.

Laddove possibile, è comunque preferibile procedere alla chirurgia senza eseguire la tricotomia piuttosto che utilizzare rasoi a lametta, questo per diminuire il rischio d’infezione della ferita chirurgica.

Se il paziente è in grado di realizzare personalmente quest’azione, compito dell’infermiere sarà istruirlo su come procedere e quale zona corporea trattare; qualora invece il paziente presentasse difficoltà, sarà l’infermiere stesso che andrà a effettuare la manovra cercando di praticarla il più vicino possibile al tempo operatorio per diminuire il rischio dell’infezione della ferita chirurgica. 33

A.3. Detersione e disinfezione del sito chirurgico:

Compito dell’infermiere a tal proposito sarà di pulire e lavare a fondo la regione dell’intervento e quella circostante, per rimuovere le grosse particelle contaminanti, prima di eseguire la preparazione antisettica della cute.

Prima di iniziare la preparazione della cute del paziente, questa dovrebbe essere priva d’importanti contaminazioni (es: sporco, detriti o altro materiale organico).

È preferibile usare un agente antisettico e praticare la preparazione della cute in modo concentrico, muovendosi dal centro verso la periferia del sito chirurgico. L’area preparata deve essere abbastanza estesa da permettere di allungare l’incisione, per crearne di nuove e per l’inserimento di drenaggi, se necessario.

A.4. Il digiuno pre-operatorio:

Il digiuno da solidi e liquidi prima dell’anestesia generale è, da molto tempo, considerato di fondamentale importanza per la sicurezza del paziente, al fine di ridurre il rischio di rigurgito del contenuto gastrico.

Ciò è legato al fatto che con l’induzione dell’anestesia, si determina la cessazione, con entità variabile in relazione al livello dell’anestesia, dello stimolo della tosse e della deglutizione, nonché la depressione dei riflessi faringo-laringei.

Questi riflessi solitamente proteggono le vie aeree, quindi la riduzione del loro funzionamento porta al rischio di aspirazione polmonare in presenza di rigurgito dei contenuti gastrici o vomito.

Nei casi in cui il contenuto gastrico giunga ai polmoni, per mezzo dell’aspirazione, determinando una polmonite ab ingestis, il paziente è a rischio di una delle principali cause di morte correlate all’anestesia. 34

I pazienti devono essere informati del periodo di digiuno preoperatorio e delle sue ragioni con sufficiente anticipo rispetto all’intervento.

La verifica del rispetto della prescrizione di digiuno deve essere eseguita al momento dell’intervento.

A.5. Gestione degli effetti personali:

Prima di entrare in sala operatoria è necessario togliere e rimuovere effetti personali, e se presenti, tutti i tipi di protesi adottate dal paziente che possono compromettere la riuscita dell’intervento. Tali accessori saranno tolti dall’infermiera al momento della premedicazione e saranno consegnati direttamente ai parenti da parte del paziente stesso, o tramite l’operatrice professionale che segue la procedura che li consegnerà ai familiari designati dal paziente. Verranno perciò rimossi gioielli (orecchini, anelli, ciondoli e quant’altro), smalto dalle unghie, protesi (dentarie mobili, oculari e lenti a contatto, protesi di arto e acustiche), tutti considerati rischi potenziali.

A.6. Consenso informato:

Il consenso informato è l’accettazione che il paziente esprime a un trattamento sanitario, in maniera libera, e non mediata dai familiari, dopo essere stato informato sui modi di esecuzione, sui benefici, sugli effetti collaterali e sui rischi ragionevolmente prevedibili, sull’esistenza di valide scelte terapeutiche. Consenso deve significare partecipazione, consapevolezza, informazione, libertà di scelta e di decisione delle persone ammalate. La validità del consenso è connessa a una preventiva e completa informazione: l’operatore sanitario ha l’obbligo di offrire gli elementi indispensabili perché la persona che dovrà sottoporsi a un trattamento sanitario, sia sufficientemente informata sul tipo di trattamento, alle possibilità terapeutiche, alle finalità, alla possibilità di successo, ai rischi e agli effetti collaterali. 35

Assistenza infermieristica perioperatoria:

Consiste in tutte l’attività infermieristica svolta dal momento dell’ingresso del paziente nella sala operatoria, durante la fase dell’atto operatorio, al termine dell’intervento chirurgico fino al trasferimento.

Il piano d’assistenza all’ingresso del paziente in sala operatoria dovrà prevedere:

-posizionamento del malato sul letto operatorio

-garantire la pervietà delle vie aeree che potrebbero essere ostruite dalla presenza di materiale organico mediante l’aspirazione del cavo orale e delle vie aeree

-monitoraggio e controllo dei parametri vitali

-controllo delle eventuali sacche di raccolta dei liquidi organici con relativo bilancio idrico e loro successiva sostituzione

-controllo della cute e delle mucose

-controllare l’eventuale stato d’ipotermia e provvedere all’eventuale riscaldamento del paziente mediante l’utilizzo di apposite apparecchiature termiche

Ruolo infermieristico nella valutazione post-operatoria:

Terminata l’operazione chirurgica, il paziente entra nella fase post-operatoria, che riguarda tutte le attività che accadono dal momento in cui il paziente è trasferito dalla sala operatoria e ha superato la fase acuta del suo ricovero.

Un intervento chirurgico è sempre un evento “ traumatico ” per l’organismo, che reagisce con modificazioni fisiologiche e metaboliche controllate da stimoli neuroendocrini.

Questa risposta dell’organismo si osserva nel corso di ogni intervento chirurgico anche non complicato, per questo l’immediato decorso post-operatorio, risulta estremamente delicato e critico per il paziente tanto da richiedere una particolare attenzione assistenziale.

Questa fase richiede il controllo, attento e frequente, di numerosi parametri tra cui la respirazione, i parametri vitali, il livello di coscienza, le perdite ematiche, la somministrazione della terapia endovenosa prescritta, lo stato emotivo, il dolore.

Nelle fasi successive, inoltre, l’attenzione deve essere rivolta alla ripresa dell’eliminazione, dell’alimentazione e della mobilizzazione della persona.

La prima valutazione post-operatoria deve essere realizzata immediatamente al ritorno del paziente dalla sala: i valori rilevati fungono da riferimento per le valutazioni successive delle condizioni della persona e consentono di rilevare se si sono verificati dei problemi nel tragitto dalla sala operatoria.

Questa valutazione può essere fatta sia dal medico responsabile, che dall’infermiere responsabile, che riferirà immediatamente la presenza di alterazione dei parametri rilevati.

L’infermiera monitorerà e assisterà il paziente nell’immediato post-operatorio ponendo attenzione a:

  • Predisporre un ambiente sicuro

  • Recupero degli effetti dell’anestesia

  • Recupero dello stato fisiologico (ritorno delle funzioni motorie e sensoriali)

  • Stabilizzazione dei segni vitali, orientamento temporo-spaziale

  • Eventuali complicanze

  • Controllo temperatura corporea

  • Gestione del dolore

  • Efficacia terapeutica

  • Accertamento dei livelli di coscienza

  • Cura di sé

Si assumerà responsabilità sulla corretta esecuzione delle seguenti mansioni:

B.1. Mobilizzazione del paziente:

A seguito di un intervento di Tiroidectomia totale, appena il paziente ha ripreso conoscenza viene fatto distendere sul dorso, ed è molto importante che rimanga disteso e mantenga tale posizione soprattutto nelle prime 12 ore.

Sarà necessario che mantenga fermo il collo, non faccia movimenti bruschi cosi da evitare che il capo subisca contraccolpi che oltre a poter compromettere la riuscita dell’intervento, possono causare ipotensione.

B.2. Informazione ed educazione del paziente e dei parenti:

L’infermiere informerà il paziente (e i familiari) descrivendo la giusta postura che dovrà mantenere, e tenendolo informato di quando potrà assumere liquidi o alimenti per OS. Riferirà notizie connesse ai tempi di rimozione di eventuali drenaggi, spiegando l’importanza che questi rivestono per la ripresa dello stato di salute.

Un’ottima educazione terapeutica è importante per garantire supporto emotivo, rassicurare, e coinvolgere il paziente e i parenti nel processo di cura.

B.3. Accertamento funzionalità respiratoria:

L’infermiere prenderà atto della rilevazione di parametri respiratori quali saturazione dell’ossigeno (SpO2); frequenza respiratoria (14-18atti il minuto); percentuale di ossigeno e anidride carbonica; caratteristiche del respiro; movimenti del torace; ricerca dei segni di ostruzione bronchiale.

B.4. Accertamento funzionalità cardiovascolare e stabilità emodinamica:

Importante per la prevenzione e il riconoscimento precoce delle complicanze legate all’intervento: saranno controllate pressione arteriosa (PA); pressione venosa centrale (PVC); frequenza cardiaca (FC); ricerca della presenza dei segni clinici dello shock.

B.5. Controllo del dolore post-operatorio:

L’infermiere si occuperà di prendere informazioni riguardo alle caratteristiche del dolore, alla sua localizzazione e qualità, attraverso il rilievo di segni soggettivi e segni oggettivi (aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, atteggiamento di difesa, irrequietezza e irritabilità del paziente).

Una volta riconosciuta la causa del dolore, s’impegnerà nel controllo della risposta allo stesso.

B.6. Controllo del sito d’incisione e sistemi di drenaggio:

L’infermiere controllerà principalmente l’integrità e l’adesione della medicazione (poiché il movimento potrebbe avere causato sanguinamento); il corretto funzionamento dei drenaggi e il loro ancoraggio, (qualora presenti); l’aspetto esterno della cute nel sito d’incisione; e s’impegnerà nell’osservazione e nell’identificazione precoce di complicanze quali ostruzioni, emorragie.

B.7. Registrazioni infermieristiche:

L’infermiere si dedicherà all’acquisizione d’informazioni e dati per pianificare l’assistenza post-operatoria in merito a: tipo e durata dell’intervento; tipo di anestesia utilizzata; eventuali problematiche che possono essersi verificate durante l’intervento; liquidi e terapie somministrate; parametri vitali; prescrizioni anestesiologiche o chirurgiche.

Se il paziente presenta alterazioni dei parametri o riferisce dolore intenso, deve essere valutato a intervalli più ravvicinati rispetto al paziente stabile e non addolorato. Generalmente il monitoraggio dei parametri deve essere svolto a intervalli ravvicinati (15’) nella prima ora e a intervalli più lunghi nelle ore successive (ogni 30’ nelle due ore seguenti e quindi ogni 60’ nelle successive).

Autore: Sara

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