Assistenza infermieristica e carcinoma tiroideo differenziato

Introduzione all’assistenza infermieristica ed al carcinoma tiroideo differenziato

Anamnesi, esame clinico e diagnostica del nodulo tiroideo

Anamnesi ed esame clinico rappresentano la tappa fondamentale e essenziale dell’iter diagnostico: nessuna indagine laburistica e/o strumentale deve essere richiesta prima di un accurato esame obiettivo locale, preceduto da un’anamnesi puntuale e un attento e mirato esame obiettivo generale.

La patologia nodulare tiroidea è estremamente comune e comprende, da un punto di vista semeiotico, sia lesioni nodulari, uniche o multiple, rilevabili clinicamente, che lesioni nodulari non palpabili rilevate occasionalmente durante indagini di diagnostica.

La palpazione ricopre pertanto un momento fondamentale dell’analisi clinica.

Clinici esperti nella palpazione tiroidea riescono ad apprezzare noduli a partire da dimensioni da 1 cm di diametro. 5

Noduli di dimensioni più piccole risultano di difficile palpazione soprattutto in pazienti con colli voluminosi (per abbondanza di massa grassa o prominente muscolatura), o quando essi compaiono disposti nelle sedi posteriori della ghiandola o a livello retro sternale. Un nodulo di consistenza dura e adeso ai tessuti vicini o sottostanti può aumentare il sospetto di malignità, ma, anche in questo caso, non vi è specificità nel segno clinico.

 

L’indagine ispettiva deve riguardare anche la base della lingua, origine del dotto tireoglosso, che occasionalmente può essere sede di un residuo dello stesso, spesso cistico. Il soggetto viene esaminato in posizione seduta o in piedi con la testa e il collo eretti e dovrà flettere leggermente la testa in modo da distendere e rilasciare i muscoli del collo.

Durante la palpazione deve essere chiesto al paziente di deglutire ripetutamente: la deglutizione permette, infatti, di valutare i movimenti della ghiandola in relazione a quelli della laringe. 6

Resta fondamentale ricordare che l’esame obiettivo non deve tralasciare un’accurata palpazione dei lati del collo e delle regioni sopraclaveari alla ricerca di linfonodi palpabili aumentati di volume. Il riscontro di un linfonodo sospetto (di solito di dimensioni superiori a 1,5 cm di diametro, di consistenza dura, non mobile rispetto ai piani sottocutanei), in concomitanza al riscontro palpatorio di nodulo tiroideo, è un segno piuttosto specifico di tumore ghiandolare metastatico.

Il rischio di recidiva e quello di mortalità tumore-specifica si correlano in modo significativo con le dimensioni del tumore, l’invasione extratiroidea, la presenza di metastasi e le secondarietà a distanza.

Sebbene a lungo autorevoli società scientifiche internazionali abbiano presentato l’opinione che l’FNA, (la tecnica dell’agoaspirato con ago sottile), su noduli di dimensioni piccole (inferiori a 1,2/1,0 cm) non presentava vantaggi proprio per le caratteristiche relativamente indolenti del carcinoma tiroideo, l’opinione che si va delineando attualmente è che un FNA debba comunque essere eseguito anche su noduli inferiori al cm, in particolare quando sussistano fattori di rischio quali esposizioni a radiazioni ionizzanti in età infantile ed elementi clinici di sospetto o criteri ecografici quali ipoecogenicità, margini indistinti e presenza di microcalcificazioni .

Si parla, infatti, di “incidentaloma tiroideo”, termine che identifica quelle lesioni tiroidee rilevate occasionalmente, in assenza di segni o sintomi clinici, durante le indagini d’imaging condotte sulla regione cervicale per altre indicazioni.

Anche in questo caso si procederà con il comune studio di routine per identificare il problema e provvedere a terapie e cure adatte.

Autore: Sara

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