Assistenza infermieristica e carcinoma tiroideo differenziato

Introduzione all’assistenza infermieristica ed al carcinoma tiroideo differenziato

Classificazione carcinomi tiroidei

Precedentemente è stato affrontato il problema del nodulo tiroideo facendo di volta in volta riferimento ad alcuni particolari istotipi di carcinoma.

In passato le neoplasie tiroidee sono state oggetto di numerose proposte classificative senza che nessuna di esse potesse però considerarsi completamente soddisfacente.

Poiché nella tiroide ci sono solamente due tipi di cellule epiteliali, le follicolari e le cellule parafollicolari, la prima suddivisione può essere fatta tra le neoplasie di origine follicolare e quelle di origine parafollicolare, con la possibilità che possano esistere forme a differenziazione verso entrambe le linee.

Per quanto riguarda la linea a differenziazione verso le cellule C, si conosce solamente una neoplasia maligna che è il carcinoma midollare.

Situazione molto più complessa invece per quanto riguarda la linea a differenziazione verso le cellule follicolari: le forme benigne sono chiamate adenoma follicolare mentre le forme maligne (ben differenziate) sono state divise in due categorie maggiori, il carcinoma papillare e il carcinoma follicolare, basandosi in passato sulle caratteristiche architetturali. 8

 

Le loro metastasi hanno la capacità di captare lo iodio come il tessuto tiroideo normale e questo riveste una notevole importanza sia dal punto di vista diagnostico ( scintigrafia total – body) che terapeutico (terapia radiometabolica). Inoltre il tessuto neoplastico produce Tg che è il marcatore d’importanza fondamentale.

Negli ultimi anni i criteri per distinguere il carcinoma follicolare dal papillare sono cambiati notevolmente e non ci si basa più sulle caratteristiche architetturali, bensì sull’aspetto citologico nucleare delle cellule neoplastiche.

Le forme maligne scarsamente differenziate sono chiamate invece carcinoma indifferenziato o anaplastico.

La diagnosi delle neoplasie della tiroide è clinica e strumentale, avvalendosi delle moderne metodiche d’imaging (ecografia, eccezionalmente TC e RMN, ) e di come abbiano valutato e visto l’esame citologico.

La terapia è essenzialmente chirurgica e prevede l’asportazione completa della tiroide (tiroidectomia totale) associata o meno a procedure di linfectomia (asportazione dei linfonodi del collo) più o meno estese a seconda del tipo istologico e della stadiazione della malattia. 27

L’argomento che adesso verrà analizzato e discusso riguarda le procedure e il tipo di trattamento da seguire una volta diagnosticato su un paziente la patologia maligna del carcinoma tiroideo differenziato.

La parte iniziale della clinica coincide con gli aspetti già evidenziati in precedenza, relativi alla diagnostica del nodulo tiroideo; verranno dunque trattati gli aspetti terapeutici, chirurgici e del follow up.

Diagnosticata la natura maligna di un nodulo tiroideo attraverso l’esame citologico su agoaspirato (carcinoma tiroideo differenziato: carcinoma papillare o carcinoma follicolare), il trattamento è chirurgico e si basa sulla tiroidectomia totale, con svuotamento del compartimento linfonodale centrale del collo.

L’obiettivo della terapia chirurgica è rimuovere tutto il tessuto tumorale dalla regione cervicale: pertanto la tiroide e i linfonodi interessati dalla neoplasia dovrebbero essere asportati.

Autore: Sara

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