Falda alluvionale nell’Alta valle del Tevere

Una tesi di laurea sulla ricostruzione tramite GIS della superficie piezometrica della falda alluvionale nell’Alta valle del Tevere

Alta valle del Tevere

Ricostruzione tramite GIS della superficie piezometrica della falda alluvionale nell’Alta valle del Tevere

2. Inquadramento geologico e geomorfologico dell’area di studio

L’Alta Valle del Tevere si estende dalla stretta di Montedoglio fino all’altezza di Città di Castello per circa 130 Kmq. Ricade all’interno della regione Umbria e Toscana. I terreni che bordano i depositi alluvionali sono rappresentati nel settore orientale da formazioni flyschoidi della serie umbromarchigiana e di quella toscana; la porzione nordoccidentale è costituita da terreni argillosocalcarei, argilloscistosi e metamorfici della serie ofiolitifera alloctona ligure dei i monti Rognosi. Depositi lacustri villafranchiani si rinvengono nel settore occidentale, da Anghiari a Citerna, e meridionale all’altezza di Città di Castello.

Una porzione meridionale del margine occidentale è rappresentata infine da terreni flyschoidi umbri.

Per quanto riguarda i depositi alluvionali si rivelano situazioni differenti. È presente una fascia, posta lungo il margine orientale da San Sepolcro a Città di Castello, costituita da alluvioni antiche terrazzate giacenti a quote fino a 50 m al disopra di quelle attuali; la massima ampiezza si registra a partire dalla porzione a sud di San Giustino. Tra queste alluvioni e l’alveo attuale del Tevere si interpongono altre alluvioni terrazzate con un elevazione inferiore rispetto al fiume Tevere. Situazione analoga si ripete nella parte occidentale ma interessa superfici arealmente ridotte. Il reticolo idrografico è caratterizzato dalla presenza, in sinistra del Tevere, di numerosi affluenti che scendono dai rilievi appenninici formando consistenti conoidi alluvionali, mentre in destra fluviale esiste un unico sistema importante, costituito dai torrenti Sovara e Cerfone che confluiscono nel Tevere poco a nord di Città di Castello. Il tracciato del Tevere si mantiene, infatti, prossimo al margine nordest delle alluvioni (asse circa EO) fino all’altezza di San Sepolcro, poi assume un andamento circa NOSE fino a spingersi, a sud di Pistrino, a ridosso del margine occidentale della piana, posizione che mantiene fino a Città di Castello.

2.1 Inquadramento idrogeologico

Dal punto di vista idrogeologico i terreni presenti nell’area possiedono diversi gradi di permeabilità, in funzione delle diverse formazioni interessate. I terreni affioranti in corrispondenza del bordo orientale della valle hanno permeabilità bassa o mediobassa e lo stesso può dirsi per i terreni a nord. Troviamo alta permeabilità quasi esclusivamente nelle alluvioni fluviali, che colmano la valle e sono sede dell’acquifero studiato. La permeabilità è comunque molto variabile in relazione all’estrema eterogeneità della porosità efficace che contraddistingue i depositi alluvionali.

Autore: Penco100

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