Introduzione
Indice
Negli ultimi anni il mondo del non profit italiano è stato interessato da una delle riforme più importanti della sua storia: quella del Terzo settore.
La riforma è iniziata con il nuovo Codice del Terzo settore del 2017, ma solo ora – con l’entrata in vigore completa delle norme fiscali e con la recente circolare interpretativa dell’Agenzia delle Entrate – il sistema diventa davvero operativo.
Dal 2026 cambia infatti il modo in cui vengono tassate associazioni, organizzazioni di volontariato, enti filantropici e molte altre realtà che operano senza scopo di lucro.
Vediamo quindi, in modo semplice, quali sono le novità più importanti.
Che cos’è il Terzo settore
Per capire la riforma bisogna prima capire cosa si intende per Terzo settore.
In economia e nella società si distinguono tradizionalmente tre grandi ambiti:
- Primo settore – lo Stato e la pubblica amministrazione
- Secondo settore – le imprese private che operano per profitto
- Terzo settore – gli enti privati che operano senza scopo di lucro per finalità sociali
Gli enti del Terzo settore (d’ora in poi ETS) sono quindi organizzazioni che svolgono attività di interesse collettivo, ad esempio:
- assistenza sociale
- volontariato
- educazione
- cultura
- tutela dell’ambiente
- promozione sportiva
- solidarietà sociale.
Non hanno come obiettivo principale la distribuzione di utili, ma il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.


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