Terzo Settore, tutto quello che c’è da sapere
La nuova fiscalità del Terzo Settore: tutto quello che associazioni e volontari devono sapere

da | 15 Mar 2026 | Diritto tributario e scienza delle finanze | 0 commenti

Il Registro del Terzo Settore

Il nuovo registro unico del Terzo settore

Uno dei pilastri della riforma è la creazione del RUNTS, cioè il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.

Si tratta di un grande registro pubblico nel quale devono essere iscritti tutti gli enti che vogliono ottenere la qualifica di ETS (Ente del Terzo Settore).

Il registro serve a:

  • garantire trasparenza
  • rendere più semplice il controllo pubblico
  • uniformare le regole per tutte le organizzazioni.

All’interno del registro esistono diverse categorie di enti, tra cui:

  • organizzazioni di volontariato (OdV)
  • associazioni di promozione sociale (APS)
  • enti filantropici
  • reti associative
  • imprese sociali.

La fine delle ONLUS

Una delle novità più importanti è la scomparsa delle ONLUS.

Per molti anni le ONLUS hanno rappresentato il principale regime fiscale agevolato per il non profit. Con la riforma però questo sistema viene progressivamente eliminato.

Le organizzazioni che erano ONLUS devono ora scegliere tra due strade:

  • trasformarsi in enti del Terzo settore
  • oppure uscire dal sistema delle agevolazioni.

Per diventare ETS devono iscriversi al RUNTS (scegliendo la sezione corretta del Terzo settore) e adeguare il proprio statuto alle nuove regole.

La domanda deve essere presentata entro il 31 marzo 2026.

Se l’iscrizione viene accettata, l’ente diventa ETS con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026.

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