I nuovi regimi fiscali agevolati
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I nuovi regimi fiscali agevolati
La riforma introduce diversi regimi fiscali semplificati per gli enti del Terzo settore.
L’obiettivo è quello di favorire il non profit e semplificare gli adempimenti fiscali.
Vediamo i principali adempimenti fiscali.
Il regime forfettario per gli enti non commerciali
Il primo regime riguarda gli ETS non commerciali.
Questo sistema permette di calcolare il reddito imponibile in modo forfettario, cioè applicando percentuali prefissate sui ricavi.
I vantaggi sono:
- contabilità semplificata
- minori adempimenti fiscali
- maggiore certezza nella determinazione delle imposte.
Il regime forfettario per volontariato e promozione sociale
Un regime ancora più semplice è previsto per:
- organizzazioni di volontariato (OdV)
- associazioni di promozione sociale (APS).
Questo sistema può essere utilizzato se i ricavi annui non superano 85.000 euro.
È pensato soprattutto per le piccole associazioni locali, che spesso operano grazie al lavoro volontario.
Cambia anche la famosa legge 398
Per anni molte associazioni hanno utilizzato il regime agevolato della legge 398/1991, molto diffuso soprattutto nel mondo sportivo e culturale.
Con la riforma però questo regime non sarà più applicabile agli enti del Terzo settore.
L’obiettivo è uniformare il sistema fiscale e sostituire le vecchie agevolazioni con quelle previste dal nuovo Codice.
Quando entrano in vigore le nuove regole
Le nuove norme fiscali diventano operative dal periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2025.
In pratica le nuove regole si applicano dal 1° gennaio 2026.
Questo segna il passaggio definitivo dal vecchio sistema (ONLUS e regimi storici) al nuovo modello del Terzo settore.


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