Per quasi 20 anni non è cambiato nulla.
Poi, nel giro di pochi anni, le regole sul TFR iniziano a muoversi e non poco.
La soglia dei dipendenti cambia, il meccanismo diventa automatico e molte aziende rischiano di perdere liquidità senza accorgersene.
Non si tratta solo di una modifica tecnica.
È un cambiamento che incide direttamente sulla cassa delle imprese: il TFR non resta più dentro, ma esce ogni mese verso l’esterno (INPS).
Le 3 cose fondamentali da capire subito
- il TFR non è più una risorsa interna per molte aziende
- l’obbligo non è una tantum, ma mensile e permanente
- le soglie dimensionali cambiano nel tempo (2026–2032) e sono mobili, cioè calcolate sulla media dell’anno precedente
Ma andiamo per ordine e vediamo come si è evoluta la normativa dalla sua nascita (nel 2007).
Riforma del 2007
- La logica della riforma
Dal 1° gennaio 2007, lo Stato ha voluto:
- incentivare la previdenza complementare
- ridurre il “tesoretto” di TFR che restava nelle aziende
Per questo ha introdotto un meccanismo obbligatorio per alcune imprese.
- Quali aziende sono coinvolte
L’obbligo riguarda le aziende con almeno 50 dipendenti.
Le aziende sotto i 50 dipendenti non sono obbligate a versare il TFR all’INPS (possono continuare a tenerlo in azienda, salvo scelta del lavoratore).
- Cosa succede al TFR dal 2007
Dipende da cosa sceglie il lavoratore.
➤ Caso A: il lavoratore sceglie un fondo pensione
- Il TFR maturando va a un fondo di previdenza complementare
- L’azienda:
- non trattiene più il TFR
- lo versa al fondo scelto
➤ Caso B: il lavoratore NON sceglie (silenzio-assenso)
Qui entra in gioco l’INPS.
- Il TFR maturando va automaticamente al:
- Fondo di Tesoreria INPS, formalmente gestito dall’INPS

- Cosa devono fare le aziende (obbligo concreto)
Per i lavoratori che NON destinano il TFR a fondi pensione, le aziende devono:
- Calcolare il TFR maturando ogni mese
- Versarlo all’INPS (Fondo Tesoreria)
- Indicarlo nel flusso UniEmens
- Non tenerlo più in azienda
Il punto chiave è che il TFR non è più una forma di autofinanziamento aziendale.
Nuova riforma del 2027
Il grafico qui sotto mostra chiaramente cosa sta succedendo: una stabilità durata quasi vent’anni è ora seguita da una serie di cambiamenti che allargheranno sempre di più la platea delle aziende coinvolte.

Come leggere il grafico
2007–2025
- Soglia stabile: 50 dipendenti
- Sistema invariato per quasi 20 anni
2026–2027
- Soglia sale a: 60 dipendenti
- alleggerimento temporaneo
- le nuove soglie valide dal 2026 non sono semplici nuove soglie, ma “soglie mobili”: è cambiato proprio il metodo di calcolo, perché prima (fino al 2025) si guardava ai dipendenti in un momento preciso (es. 2006 o primo anno), ora (dal 2026), si guarda la media dei dipendenti dell’anno precedente
2028–2031
- Ritorno a: 50 dipendenti (ma come media dell’anno precedente)
- fase di stabilizzazione
Dal 2032
- Soglia scende a: 40 dipendenti (ma come media dell’anno precedente)
- coinvolte molte più imprese, anche PMI

Facciamo ora un esempio numerico per vedere l’impatto sulle imprese.
Caso aziendale: Alfa S.r.l.
Dati iniziali (2006)
- Dipendenti: 45
- Retribuzione media: 28.000 €
- TFR annuo per dipendente (28.000/13,5) ≈ 2.074 €
- TFR totale annuo (2.074×45) ≈ 93.330 €
Ipotizziamo un’azienda inizialmente sotto soglia che in seguito supera la soglia vigente ed in cui i dipendenti hanno tutti il TFR in azienda, ovvero nessuno di loro ha chiesto il versamento del proprio TFR ad un fondo di previdenza complementare.
FASE 1: PRIMA DELLA RIFORMA (2006)
Situazione
- tutto il TFR resta in azienda
- liquidità trattenuta: +93.330 €
- effetto: autofinanziamento pieno
FASE 2: INTRODUZIONE RIFORMA (2007–2012)
Crescita aziendale, con nuove assunzioni si arriva a 52 dipendenti
- 2007: 48 dipendenti
- 2008: 52 dipendenti → supera soglia 50
2008 → scatta obbligo
TFR annuo (52 dipendenti): ≈ 108.000 €
Da questo momento:
- non resta più in azienda
- versato ogni mese all’INPS
Prima (2007): +100.000 € circa di liquidità
Dopo (2008): 0 €
Impatto immediato:
Perdita secca di autofinanziamento
FASE 3: CONSOLIDAMENTO (2013–2025)
Dati medi
- Dipendenti: 70
- TFR annuo: ≈ 145.000 €
Effetto nel tempo
2013–2025 (13 anni)
- TFR NON trattenuto: 145.000 × 13 ≈ 1.885.000 €
Impatto finanziario:
Perdita secca di quasi 2 milioni di liquidità interna
FASE 4: CAMBIO REGOLE (2026–2027)
Dati azienda
- 2025: 58 dipendenti
2026
- soglia: 60 dipendenti
- ALFA esce temporaneamente
Effetto 2026
TFR annuo ≈ 120.000 €
torna in azienda: +120.000 € di liquidità
2026 cresce
- Dipendenti: 62
2027
- rientra nel sistema
Conseguenza:
Il TFR è da versare di nuovo all’INPS
FASE 5: NORMALIZZAZIONE (2028–2031)
- soglia torna a 50
- ALFA stabilmente dentro
Dati
- Dipendenti: 65
- TFR annuo ≈ 135.000 €
Effetto:
Uscita costante di cassa
FASE 6: SVOLTA STRUTTURALE (DAL 2032)
Nuova soglia
- 40 dipendenti
Implicazione:
Anche se Alfa Srl riducesse il personale, resterebbe dentro perché il sistema è ormai irreversibile
Conclusione
Non è solo una norma sul TFR. È il passaggio da un sistema in cui l’impresa si autofinanzia ad uno in cui deve indebitarsi.
Per anni il TFR è stato un “tesoretto silenzioso” dentro le aziende.
Oggi è diventato un flusso obbligatorio verso l’esterno. E con le nuove soglie, sempre più imprese saranno coinvolte.
Abbiamo messo tutto l’impegno possibile nella stesura dell’articolo, ma esso rimane un mero esercizio didattico, suscettibile di variazioni normative in ogni momento. Pertanto, non fate affidamento sulle informazioni contenute nell’articolo. Ci esoneriamo di conseguenza da qualsiasi responsabilità per i danni che potrebbero derivare dall’uso delle informazioni fornite.


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